lunedì 2 novembre 2009

NATUZZA E' SALITA AL CIELO NEL GIORNO DI TUTTI I SANTI

Il cordoglio dei giornalisti dell’Ucsi Calabria per la scomparsa della mistica di Paravati.

Natuzza ci lascia una grande eredità

E’ morta Fortunata Evolo, al secolo Natuzza.
“E il dolore è grande per tutti noi – commenta il presidente dell’Ucsi Calabria, Carlo Parisi, dopo aver appreso la notizia della scomparsa della mistica – pur nella consapevolezza che Natuzza ci lascia in dono una preziosa eredità: quella fede incrollabile in Dio e nella Madonna, di cui è stata umile testimone per tutta la vita”.

Un’umiltà vera, ma piena di forza che ha saputo dare conforto a migliaia di persone e che “ho avuto il privilegio di constatare personalmente – racconta Parisi – nei numerosi incontri avuti con Natuzza: posso testimoniare, come già hanno fatto e continuano a fare i suoi tanti figli sparsi nel mondo, che nella semplicità dei suoi gesti e delle sue parole si è sempre palesata una risposta. O meglio la risposta che ognuno cercava, rivolgendosi a lei”.

Alla mistica di Paravati, scomparsa all’età di 85 anni, lo stesso Parisi aveva consegnato ad honorem la tessera numero 1 dell’Unione Stampa Cattolica della Calabria il 7 giugno del 2008, alla presenza degli arcivescovi Salvatore Nunnari e Luigi Renzo, conferendole anche un Premio, l’Affabulatore d’oro, “per le sue straordinarie doti di comunicatrice di verità”.

Una scelta non casuale, quella della sede della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime di Paravati, la Fondazione di Natuzza, per ospitare l’occasione che ha segnato la ripresa del cammino dell’Ucsi Calabria, dopo oltre 10 anni di assenza.

Così come non è casuale la volontà di intitolare a Natuzza Evolo la stessa sezione calabrese dell’Unione Stampa Cattolica.

All’immenso cordoglio per la scomparsa di Natuzza partecipano, naturalmente, tutti i giornalisti calabresi dell’Ucsi, che si stringono attorno a padre Michele Cordiano, vicepresidente dell’Ucsi Calabria e padre spirituale della mistica, alla famiglia ed a tutta la comunità della Fondazione di Paravati, guidata da don Pasquale Barone.

“Ora sta a noi – conclude Parisi – completare il progetto di Natuzza per la realizzazione di quella grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani, e di quanti altri si troveranno nel bisogno, e una grande chiesa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”.
Un progetto affidato in sogno dalla Madonna a Natuzza nel lontano 1944, che sta diventando, pian piano, realtà, ma che necessita ancora del contributo di tutti.

mercoledì 28 ottobre 2009

GARA DI SOLIDARIETA' CON L'ARCO

Montebello Jonico – Tirare con l’arco per lanciare lontano il profondo messaggio della solidarietà capace di unire chi si trova lontano nel tempo e nello spazio.
Questo l’obiettivo del presidente della Pro-Loco di Saline Mimmo Romeo il quale ha organizzato una gara dimostrativa di tiro con l’arco.

L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Montebello ed in collaborazione con l’associazione sportiva dilettantistica “Sirio arco club” di Reggio Calabria ha avuto una sola parola d’ordine “attenzione verso chi vive condizioni di particolare disaggio” e nello specifico lo sguardo è stato rivolto oltre lo stretto e precisamente a Giampilieri, il luogo devastato dall’alluvione in provincia di Messina.

“Siamo convinti, ha precisato Romeo, che la solidarietà rappresenta il motore della vicinanza tra i popoli e che solo attraverso gesti solidali si riesce a trasferire a chi si trova in condizioni di bisogno i sentimenti di affetto e di stima”.

E non è la prima volta che il presidente della Pro – loco si mobilita nei riguardi delle emergenze. Nei mesi scorsi, infatti, la Pro-Loco è partita alla volta di Pizzoli, uno dei comuni colpiti dal terremoto, con un carico di generi alimentari.

Così, il campo sportivo di Saline, si è trasformato in un campo di solidarietà.
La profondità dell’iniziativa vive dentro il tempo della sua stessa preparazione dal momento che ha interessato cittadini e sportivi, amanti del tiro con l’arco, in una sorta di coinvolgimento dentro l’iniziativa benefica.

Questo significa formare i tanti ragazzi all’attenzione verso l’altro e soprattutto verso la necessità.

I bambini, i più piccoli, presenti osservavano stupefatti il mega assegno del Monte dei Paschi di Siena del valore di mille euro che verrà presto consegnato a Giampilieri.

Già l’amministrazione comunale di Messina ha ringraziato la Pro-Loco per l’iniziativa e per l’attenzione dimostrata nei riguardi del Comune colpito dall’evento calamitoso.

Un grazie sentito a tutti i cittadini di Montebello, dunque, per aver dato prova di solidarietà in questo particolare momento.

Molti i presenti all’iniziativa che rappresenta la prima di questo genere nella storia montebellese. Mai infatti si erano svolte gare di tiro con l’arco e la motivazione che ha portato alla concretizzazione di questo evento la rende ancora maggiormente significativa.

Accanto al presidente della Pro – Loco l’assessore allo Sport del Comune di Montebello, Francesco Foti e il presidente dell’associazione sportiva reggina, Edoardo Farina.

Così mentre si tiravano le ultime frecce lo sguardo andava al di là del bersaglio. Rivolto verso il mare, giungeva alla vicina Messina per dire a voce alta “noi ci siamo”.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

INCIDENTI SULLA SS.106

Montebello Jonico – Due incidenti, quattro feriti e una sola strada: la SS 106, nota ormai come la via della morte.
Intorno alle 18 di ieri sera a Riace c’era solo panico e spavento per il coinvolgimento di più autovetture in due distinti incidenti avvenuti a “pochi passi” l’uno dall’altro.

Nel primo caso una panda ed un furgone si sono schiantati l’uno contro l’altro. Nel secondo, invece sono stati coinvolti tre autovetture che circolavano in direzione Reggio – Taranto.

La prima mentre svoltava sulla sinistra è stata tamponata da una seconda e quest’ultima da un’altra ancora.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo diretti dal Capitano Onofrio Panebianco e la Polizia Stradale per i rilievi del caso.

I soggetti coinvolti nei sinistri, sono stati portati al pronto soccorso di Melito. Causa probabile dell’accaduto è stata la pioggia.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

IL PD VINCE A MONTEBELLO

Montebello Jonico – “Si è trattata di una grande manifestazione democratica”.
Così Francesco Foti, segretario del Pd di Montebello, ha commentato i numeri che hanno sostenuto le primarie dove 610 persone si sono presentati alle urne per scegliere una persona.
Gli elettori hanno riscoperto il piacere di poter scegliere dal momento che il nuovo sistema elettorale impone i nomi.

“Siamo scesi al seggio per il piacere di votare una persona” ha precisato un simpatizzante del Pd.
E sono stati proprio tanti che hanno evidenziato questa grande libertà democratica: scegliere la persona e non votare un numero.
Si è trattato di un momento di confronto ma anche un banco di prova che ha visto diversi politici a confronto.

La lista nazionale Bersani Guccione '09, capeggiata dall’on. Giuseppe Bova ha avuto una netta preferenza con 282 voti. Quella capeggiata dall’on. Naccari Carlizzi “La Calabria con Bersani” che ha avuto 189 voti.

La lista di Franceschini 72 voti. La lista per Marino25 voti.

Per la lista regionale ha vinto sempre Bersani – Guccione ‘09. La lista “Liberiamo il Futuro con Pino Caminiti” ha avuto 182 voti. Il candidato era Domenico Barbaro di Saline.

La lista regionale “Bersani Guccione ‘09” ha avuto voti 292. La candidata era Francesca Ceravolo, di Fossato. Noi Democratici per la Calabria 53 voti; La Calabria con Bersani 72 voti.

“Questo risultato, commenta Foti, rappresenta l’affezione ad un partito che ha tanto da dare al territorio”.

Vincenzo Malacrinò



pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

TAVOLO TECNICO AL COMUNE SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO

Montebello Jonico – Il tavolo tecnico sul dissesto idrogeologico, convocato presso la sede del Municipio di Montebello Jonico, non ha trovato presenti tutti gli invitati.

Il sindaco, infatti aveva chiamato all’appello la Regione, la Provincia e la Prefettura per discutere sull’importante tema del dissesto in un paese che ha aree rosse.

In ogni caso, in via Portovegno, l’incontro si è tenuto ugualmente al fine di sensibilizzare le altre istituzioni sulle problematiche ricadenti sul territorio montebellese.

Presenti il sindaco Nino Guarna, l’assessore ai lavori pubblici Oreste Barbaro il geologo Antonio Lanucara ed al geometra Domenico Crea.

Non sono rassicuranti i dati emersi nel corso della riunione dal momento che diverse zone presentano rischi elevati in tema dei dissesto idrogeologico.

In primo luogo si ricorda la frazione Masella, ed in particolare l’area su cui insiste l’attuale Chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Struttura, questa costruita su pali proprio per i movimenti del suolo.

Ma non è solo questo il perno centrale su cui ruota il dissesto. Accanto alla Chiesa, il campetto, vede i gabbioni appesi e altre abitazioni lungo la via principale del paese sono a rischio.

C’è chi ha dovuto palificare e chi ha cercato di far da sé, costruendo rinforzi sul fronte principale dell’abitazione perché anno dopo anno, la stessa si sposta verso la strada.

Rimane alto il fenomeno delle frane lungo la provinciale e soprattutto nel tratto Montebello – Masella.

Diverse battaglie sono state portate avanti dai cittadini ma di fatto ad oggi nulla è stato modificato.

Il comune ha inviato le segnalazioni alle autorità competenti disponendo un piano di emergenza.
L’amministrazione provinciale di Reggio ha finanziato interventi 50 mila euro per il dissesto di Masella. Cifra che sembrerebbe esigua per risolvere i problemi.

A gennaio e febbraio scorso sono stati chiesti finanziamenti per circa 3 milioni di euro.
Per risolvere i problemi di dissesto sono stati chiesti 300 mila euro per la strada della borgata S. Pietro. 750 mila euro per la strada Lianò – Masella e 100 mila euro per la bonifica del torrente Calamaci.

Si tratta di temi forti da affrontare preventivamente e mai in emergenza poiché gli effetti ultimi dei fenomeni dissestanti sono ben noti. Il caso di Messina rappresenta in modo emblematico la cruda realtà che può toccare a chiunque.

Certamente bisogna vigilare prima che i problemi sorgano e non agire in tempi successivi quando, purtroppo si può solo tamponare. Diverse sono, infatti le abitazioni che sorgono in Montebello, sugli argini dei torrenti o in prossimità delle spiagge, ormai inesistenti. E proprio a Saline non mancano esempi di “pezzi” di case divorate dal mare o dell’acqua che batte in prossimità delle abitazioni.

Intanto al termine della riunione tenuta in via Portovegno è stato stilato un verbale che verrà trasmesso a tutti gli invitati sollecitando l’adeguata attenzione per quei fenomeni che silenziosamente camminano ancor più di quanto si possa immaginare.

Vincenzo Malacrinò


pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

INAUGURATA LA CASA NATALE DI SAN GAETANO CATANOSO

Chorio di San Lorenzo – E’ stata inaugurata ieri sera a Chorio di San Lorenzo la casa natale di San Gaetano Catanoso, il prete Santo, che servì la Chiesa soprattutto fra ultimi senza mai risparmiarsi, con l’umiltà di chi ha saputo essere modello si santità per la Chiesa di Dio.

Là, a Chorio, non c’era spazio in Chiesa, per la presenza dei tanti fedeli accorsi alla celebrazione presieduta da Mons. Vittorio Mondello, arcivescovo metropolita della diocesi , per esprimere la propria gratitudine a Dio per aver dato i natali in quel paese ad un prete diventato Santo.

Il Vescovo nell’omelia ha evidenziato la figura del sacerdote in occasione dell’anno sacerdotale, un anno che inizia nella zona pastorale di Melito in concomitanza con questo straordinario evento.

“Il sacerdote, ha affermato Mondello, non deve essere lasciato solo.
L’anno sacerdotale non è solo per i preti ma per tutta la comunità cristiana.
I sacerdoti Santi vanno osservati con occhi speciali.
Il Papa ci ha presentato il Curato d’Ars come modello da seguire in questo anno. Noi, qui abbiamo San Gaetano Catanoso, prete nato in questa terra”.

Molti i presenti. Tra i tanti il sindaco del Comune Pasquale Sapone, altri sindaci dell’area grecanica, il vice sindaco Floccari, l’assessore alla cultura Leonardo Crea, l’assessore Pannuti, i consiglieri Schimio, Mafrici, Spataro e Polimeni.
Presente anche l’artista Gerardo Sacco, il vice prefetto vicario, rappresentanti della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e delle Guardie ecozoofile e il presidente della Comunità Montana Macheda.
Emozionante il taglio del nastro, momento in cui in sindaco Sapone ha voluto ringraziare i presenti ed in modo particolare chi più si è adoperato a far sì che si realizzasse l’evento.

Trovare la casa del Santo non è stato facile.
La commissione incaricata è riuscita a stabilire che quell’immobile era stato acquistato dal padre di San Gaetano cinque anni prima della sua nascita. Un evento “storico” dunque, così come definito dal primo cittadino Sapone.

La madre generale delle suore Veroniche del Volto Santo, fondate da Padre Catanoso, Tiziana Codello ha affermato che “ tutto ciò è un omaggio al Santo, grande sacerdote di Reggio” precisando che “San Gaetano è un altro Curato d’Ars”.

La piccola casa si presta alla meditazione. Gli ambienti recuperati anche grazie alla collaborazione del Consorzio di Bonifica ora sono luogo affidato alle suore e alla fondazione.

Sempre ieri è stato inaugurato anche l’auditorium, spazio dedicato ai giovani ai quali spetta il compito costruire il futuro.
Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"


GLI EFFETTI DOPO IL CONVEGNO SULLE NAVI DEI VELENI

Montebello Jonico – Il giorno dopo il convegno del Pd, sul delicato tema delle navi dei veleni, i cittadini di Montebello non fanno altro che parlare dei pericoli e della necessità impellente di seguire il consiglio del presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova il quale affermava che bisogna costruire un vero e proprio movimento perché si conosca la verità.

E il convegno del Pd sembra essere entrato nel tessuto sociale di Montebello e non solo dal momento che all’iniziativa, che si è tenuta a Saline presso l’Agriturismo “le Agavi”, erano presenti diversi sindaci.

In prima linea i primi cittadini di Motta S. Giovanni, Paolo Laganà, di Roghudi Agostino Zavettieri, di Bova Andrea Casile ed ancora il delegato del sindaco del Comune di Melito Domenico Orlando e tanti altri.

Presenti ancora il capogruppo dell’opposizione Giuseppe Cuzzucoli, l’ex assessore all’ambiente Nino Cilea e gli ex sindaci Saverio Taverna e Nicola Briguglio.

Presente anche il consigliere di maggioranza Giampiero Benedetto e il segretario provinciale del Pd Giuseppe Strangio. Tra i gli altri, Nuccio Barillà di Legambiente e Beatrice Barillaro, presidente del WWF Calabria erano in prima fila per dare il proprio contributo all’iniziativa.

Loris Maria Nisi, ex sindaco di Montebello, ha moderato i lavori portando al tavolo dei relatori ottimi spunti per approfondimenti soprattutto quando ha ricordato che il nostro mare è stato considerato una pattumiera.

Un tavolo ricco di autorità se si considera la presenza delle alte istituzioni intervenute.

Nello specifico, il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova, l’Assessore Regionale all’Ambiente Silvio Greco, il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Reggio Calabria Francesco Neri e Francesco Foti, segretario comunale del Pd montebellese.

Foti nell’introdurre il tema ha affermato che è necessario sapere la verità. Si è dunque alla ricerca di certezze sconosciute e di elementi capaci di far luce sui tanti misteri che vivono attorno alle navi dei veleni.

Il folto pubblico presente è stato valido trainatore dell’iniziativa dal momento che da ieri un pò ovunque si parla del convegno di Saline e ancor più della necessità di cercare la verità trasferendo alla politica e alla magistratura tutta la solidarietà perché si vada avanti fino in fondo.

La gente sta dalla parte delle istituzioni. Con loro intendono sfondare il muro dell’omertà perché si entri nel vivo di quelle storie che hanno segnato il passato ed ora il presente.

Se nelle navi c’è veramente ciò che si sospetta gli effetti saranno ingenti sull’uomo e sull’ambiente.

Le testimonianze dell’Onorevole Giuseppe Bova, dell’Assessore Silvio Greco e del giudice Francesco Neri sono giunte veramente nel cuore e nella mente di tutti.

Si è trattato di un voler veramente ripercorrere la storia delle navi dei veleni per giungere poi fino ai giorni nostri.

“Grazie di esistere” ha detto il magistrato Neri all’Assessore all’ambiente Silvio Greco perché ad oggi, dal 1994 non era cambiato niente. Il giudice Neri ha precisato che “è criminale far finta che in Calabria non sia successo nulla”.

E di fatto il dramma che avvolge la Calabria è grande se si considera che il cerchio è molto largo. “Si tratta di uno scandalo internazionale” ha precisato Neri, e forse la Calabria è solo un pezzo del largo cerchio.

La notizia che ha fatto riflettere è la mancanza di analisi approfondite sui fusti di Cetraro nonostante ci sia una nave che costa agli italiani 44.000 euro al giorno.

Era questa la grande perplessità dell’Assessore Greco esternata persino al sottosegretario a Roma.

Di fatto non ci capisce perché non si vada avanti per effettuare velocemente i campionamenti del contenuto.

Forse perché questa parte dell’Italia, questo sud del sud viene considerato luogo in cui tutto è possibile far di tutto perché nessuno si lamenta o come ha detto Greco luogo in cui altri pensano che vivano cittadini di serie B.

Ed invece non è così, perché “la Calabria andrà avanti con tutti i mezzi e farà sentire all’Europa la propria voce”.

Una voce che deve alzare il tono così come affermato dall’Onorevole Bova perché sulla delicata questione delle navi dei veleni bisogna andare avanti fino in fondo perché la verità venga a galla. Non si può quindi accettare che la stessa viva nascosta nei fondali marini ma emerga con forza perché tutti sappiano.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

SALINE, FUORI LA VERITA' SULLE NAVI DEI VELENI

Montebello Jonico – Verità, verità sulle navi dei veleni. Queste le parole forti pronunciate al convegno organizzato dal Pd montebellese dal titolo “Svuotiamo le stive”.

Parole tuonate nella sala come sassi nell’intento di trasferire questo grido di allarme allo Stato.
Molta è la preoccupazione e paura tra i cittadini a causa del “non sapere”.

All’incontro che si è svolto ieri a Saline hanno partecipato il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova, l’Assessore Regionale all’Ambiente Silvio Greco e il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Reggio Calabria Francesco Neri.

I montebellesi vogliono la verità, una verità che ormai si cerca in tutta la Calabria e a cui lo Stato deve dare una risposta.

Molti i sindaci presenti e tantissimi cittadini in prima linea per dire “no” al silenzio.
Presente anche Beatrice Barillaro del WWF e Nuccio Barillà di Legambiente.ed ancora, fra gli altri, Giuseppe Strangio, segretario provinciale del Pd.

I lavori sono stati moderati da Loris Maria Nisi, ex sindaco del Comune di Montebello, il quale ha portato un contributo ai lavori con collegamenti e approfondimenti.

Il segretario del Pd di Montebello Francesco Foti ha precisato che la verità deve venire a galla.
Verità; parola questa ripresa dall’assessore Regionale all’Ambiente Silvio Greco, il quale ha precisato che “tutti devono sapere” in modo chiaro e oggettivo.

In merito alla questione romana con il sottosegretario all’ambiente, l’assessore chiarisce di non aver litigato con nessuno ma di aver posto solo una domanda.
“Chiedevo di sapere perché ad oggi non si sa la composizione del carico dei fustoni presenti sott’acqua, visto che c’è una nave che costa agli italiani 44.000 euro al giorno, dotata di strumenti capaci di effettuare i campionamenti”.

Vogliamo sapere solo la verità, ha precisato Greco.

Il magistrato Francesco Neri, oltre a dimostrare una elevata bravura nel campo giuridico ha manifestato una grande sensibilità umana.
Nel corso del suo intervento non è mancata, infatti l’emozione nei riguardi del capitano Natale De Grazia a cui è stato dedicato un applauso e un momento di silenzio.

Una persona speciale il magistrato Neri, capace di raccontare la storia del passato e del presente con grande chiarezza.
Un giudice però a cui è stata tolta la scorta e la tutela. Neri, che aveva già indagato sulle navi dei veleni nei primi anni del 1990, ha precisato che è necessario fare luce perché si conosca la verità. Il magistrato ha fatto riferimento alle dichiarazioni del pentito precisando che le navi ci sono così come i fustoni. Molte le navi affondate in mare.
Il Sismi ne evidenziava 55 nel mediterraneo.
Dichiarazioni, quelle di Neri supportate da un volume della Commissione parlamentare d’inchiesta del 1999 sui rifiuti e le attività illecite.

Il presidente del Consiglio Regionale Bova non ha esitato ad esternare le sue preoccupazioni. Sulla vicenda delle navi, ha detto, è lo Stato che ha competenza in materia. “Ciò che mi preoccupa è il suo silenzio”.

A questo punto, “si corre il pericolo che non vengano fatti i campionamenti oppure che si facciano indagini campione e ci tranquillizzino”.

Il presidente, ha affermato che la Calabria non si ferma. “Si andrà avanti su tutti i fronti. Si deve costruire un movimento perché alzi la voce quando il silenzio impera”.

La questione, ha assicurato Bova, verrà portata a livello europeo perché al di là di tutto la verità viene prima di ogni cosa.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

A MASELLA SI BRUCIA LA SPAZZATURA

Montebello Jonico – A Masella, paese dell’entroterra montebellese, i rifiuti solidi urbani, nell’area di raccolta sita prima dell’abitato, vengono bruciati.

I cittadini si lamentano.
Non sopportano questo degrado e per questo non hanno esitato a manifestare alla stampa il proprio dissenso nei riguardi di chi compie gesti del genere.

All’ingresso del paese scene di poco decoro accolgono quanti percorrono quella strada in salita e quanti salutano i paesini interni di Montebello, oltre alla sana aria, portano con sé anche l’immagine di uno scenario inaudito.

Cassonetti rivolti a terra, spazzatura sparsa in ogni direzione ed ancora cani e gatti là in mezzo in cerca di un pasto lauto.

Ma non è tutto.
I rifiuti solidi urbani, una volta colmi nei cassonetti vengono poi abbandonati a terra.
E lì c’è proprio di tutto.
Dai materassi, ai televisori, dalla plastica ispessita alle lamiere.

Poi durante la notte, così come affermano alcuni cittadini di Masella, qualcuno appicca fuoco.
Brucia, quindi la spazzatura, i cassonetti e quanto c’è là intorno.

Tutto inizia a fumare tanto che la mattina oltre al grigiore che sale verso l’alto si può “gustare” l’odore sgradevole degli oggetti ormai sbriciolati.

A quanto pare l’ordinanza sindacale del 4 agosto 2009 non è stata recepita come deterrente da chi usa fare simili gesti.

Il sindaco Nino Guarna, infatti, proprio in quell’ordinanza disciplinava il conferimento dei rifiuti nei centri di raccolta.
Veniva raccomandato ai cittadini di racchiudere gli oggetti dentro sacchetti di polietilene precisando ancora che devono essere posti all’interno dei cassonetti.

Venivano fissati anche degli orari ed ancora “qualora i cassonetti risultassero pieni o non funzionanti, l’utente dovrà evitare l’abbandono del rifiuto e ricercare nelle vicinanze un altro contenitore idoneo al conferimento”.

Inoltre, lavatrici, scaldacqua, televisori, materassi ed altro sono da conferire “tutti i martedì dopo le 21,00 vicino le postazioni della differenziata”.

Questo è solo parte di ciò che dice l’ordinanza ma a quanto pare il micro-inceneritore “fai da te” funziona meglio di ogni altra cosa.

I cittadini affermano di non avere la minima idea del perché accade questo. Affermano che sono all’oscuro di tutto a parte le fiamme che si intravedono di notte e la puzza che si sparge in tutte le direzioni spinta dal vento.

Alcuni abitanti si dicono preoccupati perché, affermano, “respirare la plastica non fa bene alla salute”.

Eppure nell’ordinanza venivano messe in evidenza anche le penalità a carico di chi viola le norme comportamentali nel conferimento dei rifiuti.

Le multe per i trasgressori andavano da 25 a 500 euro ferma restando la possibilità si applicare sanzioni fino a 93.000 euro.

Ma intanto ciò che rimane sono i cassonetti provati dal fuoco e i danni all’uomo e all’ambiente a causa delle sostanze tossiche che si probabilmente si sprigionano durante la combustione.
Queste, anche se piccole, certamente, non sono caramelle.

Vincenzo Malacrinò
pubblucato su "il Quotidiano della Calabria"

martedì 20 ottobre 2009

GIORNO 21 A SALINE, CONVEGNO ORGANIZZATO DAL PD SULLE NAVI DEI VELENI

"SVUOTIAMO LE STIVE" questo il titolo del Convegno che si terrà giorno 21 ottobre alle ore 17 presso l'agriturismo "le Agavi".

Interverranno:
l'on. Giuseppe Bova, presidente del Consiglio Regionale

l'Assessore Regionale all'Ambiente Silvio Greco
il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Reggio Calabria Francesco Neri

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIAPRE A QUESTO IMPORTANTE EVENTO INCENTRATO SU UN TEMA DELICATO CHE INTERESSA TUTTI

CONVEGNO ORGANIZZATO DAL PD SULLE NAVI DEI VELENI.

Montebello Jonico – Le navi dei veleni destano molta preoccupazione tra la gente e nel mondo della politica montebellese il Pd si è dimostrato sensibile al problema attraverso un convegno che si svolgerà domani a Saline Joniche, alle ore 17 presso l’agriturismo le Agavi.

All’importante incontro dal titolo “Svuotiamo le stive” parteciperanno il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova, l’Assessore Regionale all’Ambiente Silvio Greco e il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Reggio Calabria Francesco Neri.

Un evento promosso dal Pd di Montebello coordinato dal segretario Francesco Foti per chiarire “dubbi e timori” e al contempo per capire “cosa Fare” così come riportato dal sottotitolo del manifesto.
Francesco Foti ha affermato che il partito, fortemente vicino alle paure dei cittadini e alla delicata vicenda intende sollecitare chi ha ruoli in materia perché niente venga gettato nel buio ma venga portato in auge per dare storia a questa indescrivibile storia.

Gli iscritti del partito di fatto si sono mobilitati nei giorni scorsi per cercare di organizzare l’incontro di domani al meglio e che vedrà tanti cittadini presenti attorno al tavolo della discussione per cercare di capire qualcosa in più su questo evento che ormai accerchia la Calabria.

Rabbia tra i montebellesi per il deturpamento dell’ambiente e per il disastro seminato là dove ancora non si conosce.

Tanta fiducia da parte della gente nei riguardi della magistratura e di chi collaborerà per svelare i tanti misteri.
A Monte bello Jonico, quindi, un incontro per chiarire quale è lo stato di questo inquietante fenomeno che non esclude luoghi e mari.

La preoccupazione, afferma, il segretario del Pd Francesco Foti, sta nel non sapere, o meglio nel vivere nel dubbio e nell’incertezza.

Di fatto questa tipologia di pericolo rappresenta una sorta di bomba ad orologeria e dal momento che non si ha una collocazione certa o una mappatura delle “carrette del mare” i cittadini vivono nel panico.

Qualche mamma si dice contenta di aver vietato ai propri figli il mare e altri invece si sentono preoccupati di aver mangiato pesce fresco d’estate pescato lungo la costa.

Forse c’è ora un eccessivo allarmismo ma l’incontro servirà anche a dare delucidazioni in merito ad un mistero ancora tutto da scoprire.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"
nella foto il segretario del Pd di Montebello Francesco Foti

CONSIGLIO COMUNALE PER DIRE "NO" ALLE NAVI DEI VELENI

Montebello Jonico – Consiglio comunale straordinario in via Portovegno ieri mattina per dire “no” ai disastri ambientali e ai pericoli derivanti dall’azione dissennata dell’uomo intento a spargere veleni.

La mozione d’ordine è stata approvata all’unanimità dai consiglieri. Nello specifico si chiede alle istituzioni calabresi un forte impegno al fine di avere risposte adeguate sulla significativa e orrenda vicenda delle “navi dei veleni”.

Le navi a perdere hanno reso alta l’attenzione e la preoccupazione di tutti i cittadini ormai intenti a chiedersi quanto queste situazioni abbiano inciso su fenomeni irreversibili legati alla salute umana.

Montebello unitamente all’Area Grecanica si è esposto in prima fila per cercare di fare la propria parte all’interno di una questione grande e complessa.

Il disastro ambientale di cui tanti si è parlato nei giorni scorsi e di cui tanto ancora si parla rappresenta una seria minaccia per il territorio ed ancor più per i cittadini.

I soli consigli comunali non possono cambi are lo stato generale delle cose ma servono per dare uno stimolo forte alle alte istituzioni e per andare sulla giusta direzione nella speranza che emergano nuovi scenari e soprattutto ci sia la possibilità di ripulire la Calabria.

Da qui la necessità dell’intervento da parte dello Stato centrale perché faccia luce sui mille fatti oscuri che non interessano solo il mare ama anche vaste aree del territorio calabrese.

La mozione letta in consiglio dal sindaco Nino Guarna evidenzia la necessità di far chiarezza sulle navi affondate. Si chiede il recupero e lo smaltimento dei veleni bonificando, così le aree interessate.

La mozione tendente a specificare la necessità di trovare la verità invita lo Stato a scendere in campo sul territorio mettendo a disposizione dei cittadini ogni servizio ed ogni sistema compresa la Nato, la Marina Minitare e le più sofisticate strumentazioni capaci di rilevare gli stati vulnerabili del territorio.

Guarna chiede maggiori controlli e azioni di bonifica sul territorio comunale là dove esistono discariche a cielo aperto avvisando che a breve chiederà un incontro con la prefettura per approfondire le tematiche ambientali.

I problemi ambientali che tanto preoccupano i cittadini non sono più argomenti a cui assistere solo in televisione ma fenomeni che interessano le popolazioni locali in modo diretto e che stanno suscitando parecchia preoccupazione.

Vincenzo Malacrinò

Pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

nella foto un momento dell'insediamento dell'amministrazione

TORNA IN SCENA IL PROBLEMA "VIABILITA"



Montebello Jonico – Il tema viabilità torna di scena. Santo Federico, rimarcando le condizioni critiche della provinciale S. Elia Montebello evidenzia la necessità di una svolta.

“Non è possibile assistere all’ordinaria amministrazione, precisa Federico, perché è inaudito attendere la caduta dei massi per poi eliminarli dall’asse viario, fermo restando il danno che possono causare ai fruitori”.

Di fatto le ultime piogge hanno riversato sulla provinciale una elevata quantità di sassi e massi. Per non parlare poi dei piccoli smottamenti e della fanghiglia che mette in serio pericolo le automobili.

“In altri posti del nostro territorio, precisa Federico, si stanziano fior di quattrini, ovvero milioni di euro per costruire delle arterie di collegamento.
Da noi, terra del sud del sud, niente di tutto ciò. Ancora una volta siamo ancorati ad una forma di schiavitù ai politici di turno nella speranza che forse alle prossime elezioni qualcosa si produca. Così vengono alimentate le promesse, i sogni e le garanzie di passaggio”.

Duro lo sfogo di Federico, ex consigliere comunale, il quale non usa mezzi termini del definire lo stato di abbandono delle aree dell’entroterra.

Di fatto se i centri montani si spopolano è proprio a causa dell’assenza di un vero e proprio asse viario degno di chiamarsi tale. Montebello, Fossato, Masella e tutti gli altri piccoli centri assistono ad un vero e proprio spopolamento.

Mancano i servizi, mancano le classi, i ragazzi si formano nelle pluriclassi e così via. Questo a causa di una vera e propria strada.

“I cittadini da sempre hanno chiesto la strada. Lo hanno fatto spesso attraverso gli organi di stampa.
Ad oggi, nessuno risponde. Anzi, rispondono i massi che a cadenza precisa cadono al suolo. Poi interviene la provincia, libera l’asse e si attende che ancora una volta ricadono per poi ripulire. Questo significa mantenere l’esistente. Significa fare ordinaria amministrazione. Ma non è questo di cui si ha bisogno. Certo il lavoro della Provincia è lodevole. Nessuno lo critica. Ma ciò che serve non sono i muretti e le curve allargate di qualche metro. Spendere denaro pubblico è una cosa seria”.

Così affonda Santo Federico da attento osservatore del territorio, sul tema della strada provinciale, precisando che “sarebbe auspicabile uno scorrimento veloce sul versante montano ma intanto sarebbe necessaria ed indispensabile una seria ed attenta programmazione al fine di eliminare di una serie di tornanti nella parte tra Tegani, Masella e Montebello, per diminuire di 4-5 km il percorso della provinciale”.

Di fatto questo è quanto da sempre hanno chiesto e chiedono i cittadini. Inascoltati nel tempo.

Terrorizzati per il pericolo di poter essere schiacciati da qualche masso, gli abitanti di Masella, Montebello e Fossato percorrono quei chilometri nella speranza di giungere sani e salvi a casa.

Là sotto passano anche gli studenti e proprio l’anno scorso hanno rischiato grosso a causa della caduta di un masso proprio davanti allo scuolabus in transito.

Santo Federico auspica che la Provincia prenda seri e veri accorgimenti, perché nessuno di chi ha responsabilità, domani possa dire “non lo sapevo”. Gli esempi tragici di Messina ci dicono tanto.

Fermo restando le alte professionalità della Provincia, afferma Federico, siamo disponibili a costruire un tavolo di concertazione per studiare meglio i problemi ed affrontarli in modo concreto e diretto.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

INTERVISTA A SANTO FEDERICO

Montebello Jonico – Dopo 12 anni di amministrazione comunale, dal 97 al 2009, Santo Federico non si è più candidato. Una o tante motivazioni lo hanno indotto a fare un passo indietro ma non ad abbandonare il suo impegno civico nei riguardi del territorio.

Perché non si è candidato?
Dopo essere stato vice sindaco e assessore con l’allora sindaco Nicola Briguglio, assessore con il sindaco Loris Maria Nisi e consigliere di minoranza nell’ultima legislatura, mi sembrava fisiologico avanzare la candidatura a sindaco, cosa chiesta anche al mio partito. Non essendoci state le condizioni ho fatto un passo indietro.

Che condizioni mancavano?
Io ero consigliere di opposizione con l’allora sindaco Nisi. Non mi sembrava il caso di aggiungermi alla lista dal momento che per cinque anni occupavamo posizioni opposte.
Dopo le primarie, c’erano le condizioni per condividere un percorso politico comune perché entrambi del Pd. Di fatto, successivamente, avevo chiesto di fare un gruppo unico in consiglio. Cosa che mi è stata negata.

Perché avrebbe voluto fare il sindaco?
Penso di avere maturato esperienza concreta nel campo amministrativo. Ma non solo. Ho sempre militato nel partito e sono stato sempre presente sul territorio. Altri non hanno avuto tessere, se non in certe occasioni ma nonostante ciò questi ultimi hanno svolto ruoli.

Si riferisce a Nisi per caso?
Mi riferisco a tutti coloro che non hanno servito la politica in modo coerente.

In che modo ha servito ed è stato coerente con la politica?
Militando sempre nello stesso schieramento e facendo scelte importanti quando mi è stato chiesto.
Nel 2004, i DS e la Margherita, partito in cui militavo, chiesero le mie dimissioni da assessore dall’allora giunta Nisi per costruire uno schieramento di centro sinistra e nelle ultime elezioni mi è stato chiesto un passo indietro perché non ero un candidato condiviso all’interno del partito.

E Cuzzucoli era un candidato condiviso?
Secondo me no, considerato che qualche assessore e qualche tesserato del Pd si sono candidati con Guarna.

Come vede l’amministrazione Guarna?
Ancora è prematuro per esprimersi. E’ necessaria una forte presenza sul territorio e negli uffici comunali.

Lei come era presente sul territorio e negli uffici comunali?
Al di là della presenza fisica i miei telefoni erano sempre aperti.

Lei come avrebbe fatto il sindaco e a cosa avrebbe guardato con particolare interesse?
Il primo punto è la centrale a carbone per ribadire un “no” chiaro e secco a chi vuole ancora una volta danneggiare il nostro territorio e soprattutto i cittadini. Non abbiamo bisogno di altri veleni già ne abbiamo tanti in mare e in montagna. Almeno l’aria cerchiamo di lasciarla pulita.
La prima cosa che farei sarebbe quella di chiedere alla Regione i 50 milioni di Euro promessi per rilanciare il territorio. Inoltre modificherei lo strumento urbanistico comunale. Se il Comune lascia quell’area a vocazione industriale non ce la possiamo prendere con chi viene ad investire. Ad oggi c’è scritto che lì si può fare industria. Chi vuole attività eco-compatibili cambi lo strumento urbanistico.
Poi passerei allo sviluppo dell’entroterra, a quello del porto delle Ogr, potenziamento dei servizi e alla progettazione di una pedemontana alta.

Questi sono problemi vecchi. Come mai nel passato quanto anche lei amministratore non li avete affrontati nel giusto modo?
Personalmente ho fatto diverse lettere per richiamare l’attenzione delle alte istituzioni. È stata fatta una conferenza dove chiedevo la risoluzione dei problemi di sicurezza della provinciale e allo stesso tempo chiedevo lo sviluppo di una pedemontana alta da Bova superiore a Valanidi.
D’altra parte nella tirrenica si spendono milioni di euro per sistemare aree interne. Qui niente di tutto ciò. Evidentemente non abbiamo politici si spessore, capaci di rappresentarci fino in fondo. Qui ci si accontenta di mantenere solo l’esistente quando arriva l’emergenza.

Prevede un suo ritorno in politica?
Si vedrà. Ciò che mi interessa è stare vicino alla gente e non abbandonare il territorio.

Vincenzo Malacrinò
Pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

giovedì 15 ottobre 2009

L'EUROPA CHIAMA E IL MINISTRO NON RISPONDE

L'assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, e l’eurodeputato Mario Pirillo, hanno incontrato Stravos Dimas, Commissario europeo all’Ambiente, per presentare la difficile situazione creatasi in Calabria a seguito del ritrovamento della «nave dei veleni».
«Il Commissario - si legge in una nota dei due esponenti politici - ha molto chiara la situazione e ci ha informato che già il 21 settembre ha inviato una lettera al ministro Prestigiacomo, per acquisire informazioni in particolar modo sulla natura del carico e su come il Governo italiano intenda intervenire per la bonifica.
Il Commissario, con forte rammarico, ci fa presente che a oggi nè il Ministro nè il Governo italiano hanno dato seguito e che spera di avere risposte direttamente dal Ministro, mercoledì prossimo in occasione della riunione consiglio europeo dell’ambiente».
L'assessore Greco ha dichiarato: «Sono rimasto molto colpito dalla conoscenza specifica dei fatti e dalla sensibilità dimostrata dal Commissario ed anche dalla sua preoccupazione rispetto alle conseguenze, ambientali, sociali ed economiche che già stanno scaturendo a eseguito di questo episodio».
Greco ha altresì consegnato il filmato del ritrovamento e una serie di documenti tecnici specifici concordati preventivamente con le ONG (green peace, WWF e Legambiente).
Pirillo, membro della commissione ambiente del parlamento europeo, dal canto suo, ha dichiarato: «A un mese dal ritrovamento, il governo non si è ancora mosso, la popolazione è allarmata e i pescatori sono alla fame. La popolazione è giustamente preoccupata, e occorre che subito sia fatta luce sulla natura dei rifiuti ritrovati».

tratto da "Il Quotidiano della Calabria " 14 ottobre 2009

sabato 10 ottobre 2009

STANZIATI 15.000 EURO PER PULIRE LE FIUMARE VENA E MOLARO

Montebello Jonico – Intanto mentre si pensa al tavolo tecnico il Comune beneficia di 15.000 euro concessi sotto forma di contributo dalla Provincia per pulire e bonificare i torrenti Vena e Molaro I e II.

Si tratta di una somma che serve per ridare dignità ai corsi d’acqua inquinati da chi scarica a cielo aperto materiali ed oggetti di ogni genere.

Eternit, cancerogeni perché costruiti con amianto, cucine a gas, frigoriferi, congelatori e altro materiale viene riversato là dove “nessuno” vede o nessuno intende vedere.
Così si inquinano la fiumare e di conseguenza le falde acquifere che si trovano proprio nel prossimo sottosuolo.

Un vero e proprio gatto che si morde la cosa. Ma i cittadini non ci pensano. Soprattutto chi inquina non pensa che l’acqua limpida del proprio rubinetto forse è inquinata dagli stessi scarti depositati in luoghi insoliti dallo stesso.

Ed invece tutto continua. Si inquinano montagne, fiumare, colline e così via senza mai pensare che il danno prima o poi si ritorce contro.

il dramma e che poi a pagare sono tutti i cittadini così come il caso delle navi dei veleni.

Così mentre i torrenti Vena- Molaro I e II iniziano ad essere “depurati” il Camatore, il S. Elia e gli altri affluenti aspettano. Il S. Elia, in prossimità di Fossato e dell’Annunziata è ricco di eternit e di altri rifiuti di ogni genere.
Pochi finanziamenti non bastano per cambiare le cattive abitudini a chi pensa di avere discariche sotto casa.

Certamente è bene pulire ma bisogna assicurarsi che subito dopo non si ritorna al punti di partenza.

I controlli saranno intensificati ma ciò che deve cambiare è la cultura del cittadino il quale se compie gesti simili, sicuramente non è consapevole al cento per cento del danno ambientale che sta compiendo. Forse pensa di avere solo sporcato un po’.

Ed invece non è così. Per questo forse le azioni di piazza con manifestazioni e conferenze che spieghino il danno che si reca alla collettività e a sé stessi, dovrebbero iniziare al più presto così come ai più piccoli andrebbero proposte lezioni di educazione ambientale su dati concreti.

Le nostre fiumare potrebbero essere un vero e proprio laboratorio aperto per formare i giovani, uomini del domani. Forse, così, in futuro non saranno necessari finanziamenti per pulire le fiumare ma forse per costruire delle green ways, per poter correre lungo i corsi d’acqua per gustare meglio la natura così come si fa in tanti posti d’Europa.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "Il Quotidiano della Calabria"

DISSESTO IDROGEOLOGICO: CONVOCATO UN TAVOLO TECNICO

Montebello Jonico –Eventi calamitosi, frane, smottamenti e quanto descritto proprio tra la pagine di questo giornale, così come il pericolo massi che nei giorni scorsi ha interessato il tratto di provinciale che si trova prima dell’abitato di Montebello, hanno indotto il sindaco di Montebello Nino Guarna a inviare una lettera alla Prefettura di Reggio Calabria, alla Regione e alla Provincia per convocare un tavolo tecnico sul problema del dissesto idrogeologico.

Si tratta di un problema serio, ha affermato Guarna, col quale ci dobbiamo misurare e confrontare prima dell’emergenza.

Da qui la convocazione alle ore 10,30 di giorno 21 ottobre.

Certamente il disastro di Messina e quelli ambientali in generale, frutto del cambiamento climatico, hanno indotto anche il Comune di Montebello a voler ragionare su un tema così forte dal momento che diverse sono le abitazioni, in diversi centri, costruite in prossimità dell’alveo delle fiumare.

Il fenomeno “dissesto” si è fatto sentire nel periodo invernale, così come evidenziato nella lettera inviata dal Comune ai destinatari. “Il territorio comunale, è stato interessato da eventi peteorici avversi che hanno causato un diffuso dissesto idrogeologico (frane, allagamenti, erosione costiera) su tutto il territorio”.

Il sindaco specifica che si tratta di fenomeni “che si ripeteranno” e quindi da studiare e prevenire con largo anticipo.

Si tratta di “caduta di blocchi di roccia anche metrici, sulla prociale S. Elia – Fossato, ed in particolare nel tratto Masella - Montebello”. Ma non è solo questo.

Il problema “rischio idrogeologico” presenta punti di criticità in alcune aree del territorio e tra queste il primo posto lo occupa Masella a causa di un movimento serio della frazione argillosa, soprattutto nella parte che si trova subito dopo l’ingresso.

Proprio su quell’area è stata costruita la Chiesa. Nel periodo successivo i muri antistanti, di contenimento si sono aperti lasciando intravedere i ferri verticali liberi ornai all’aria.

Non solo il muro di contenimento della Chiesa si è aperto ma si è piegato un altro muro un pò più a monte dedito a sostenere il campetto che ormai si trova con i gabbioni appesi.
Un’rea a rischio “movimento” ed in continua evoluzione.

Ma non è certamente la sola dal momento che più aventi proprio lungo la provinciale, qualche altra abitazione è stata sostenuta con pali e qualche altra si trova in condizioni pessime.

Ma il problema non è solo legato alle piogge ma anche al fuoco e quindi agli incendi. Nella lettera a firma di Guarna si evidenzia che nel periodo estivo questi ultimi “hanno aggravatole criticità preesistenti”.

Di fatto la caduta massi lungo la provinciale è dovuta a fenomeni di instabilità di alcune aree ma anche all’assenza di vegetazione che avrebbe evitato fenomeni di ruscellamento e le azioni franose.

Nei giorni scorsi, la provinciale è stata teatro di “grandi cadute”.

Massi giganti sono crollati al suolo con il rischio di provocare vere e proprie sciagure.

E proprio in quel tratto di strada il rischio “caduta massi” è altissimo.


Per questo forse sarebbe il caso di investire seriamente sulla provinciale e non solo con rifacimento di piccoli muretti e allargamento di qualche metro delle curve.

Il sindaco, precisa che è necessario un intervento mirato sulla provinciale al fine di evitare i tratti di criticità.

Vincenzo Malacrinò

Pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"
nelle foto delle colate di fango risalenti all'inverno del 2008, lungo la provinciale di Montebello Jonico

LIBERTA' DI STAMPA, LA FNSI PARLA IN EUROPA

BRUXELLES – La delicata questione della libertà, o meglio della mancanza di libertà nell’informazione italiana è approdata al Parlamento europeo: ieri la Giunta della Federazione nazionale della stampa italiana, di cui è componente Carlo Parisi, segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, ha incontrato i vertici di Bruxelles per ribadire il diritto, in Italia e in Europa, ad una stampa senza guinzaglio.

“L’occasione ufficiale era quella del dibattito in aula – riferisce Carlo Parisi – sull’informazione e il pluralismo in Europa, partendo dalla vicenda italiana, ma non sono mancati momenti di confronto diretto con le istituzioni europee, alle quali abbiamo chiesto un impegno concreto affinché siano assicurati in tutti i Paesi dell’Unione la piena ed effettiva libertà di stampa e di opinione ed il pluralismo dei media, senza interferenze delle autorità pubbliche o di altri poteri”.

D’altra parte “la tutela di una stampa libera – incalza Parisi, rifacendosi a quanto discusso a Bruxelles – rientra tra i compiti primari dell’Europa, chiamata a difendere giornalisti e cittadini, in nome dell’articolo 11 della Carta fondamentale dei diritti dell’Unione stessa: eliminare, o quantomeno allentare, le restrizioni che, oramai quotidianamente, vengono imposte da assurde logiche di potere, di qualsiasi colore o matrice, devono rappresentare un obiettivo imprescindibile e comune”.

Spunti di riflessione – e di lavoro, all’insegna della cooperazione – sono arrivati anche dall’incontro che l’esecutivo del Sindacato dei giornalisti ha avuto, al termine della seduta parlamentare, con i vertici della Federazione internazionale della stampa.
E proprio da Aidan White, segretario generale dell’Associazione internazionale, è arrivata un’amara consolazione: “I problemi non ci sono soltanto in Italia – ha detto White – dove, in questo momento, si registrano i pesanti effetti dei conflitti di interesse, ma esistono in diversi Paesi.
L’obiettivo comune dev’essere quello di approdare ad una Carta del giornalismo europeo che abbia come fondamento il rispetto dei diritti sociali e del salario minimo, ovvero il rispetto degli standard minimi, in tutti i 27 Paesi dell’Unione”.


n.g.

venerdì 9 ottobre 2009

A LUZZI IL CAMPIONATO REGIONALE GIOVANISSIMI


Luzzi (Cosenza) (13/9) – Con il minicross “3° Trofeo Madonna della Cava – Memorial Maurizio Marchese” si è concluso, a Luzzi, il campionato regionale dei Giovanissimi (7-12 anni) tesserati alla Federazione ciclistica italiana.
Organizzata dalla “Ciclistica Luzzi 2004” di Pino D’Ambrosio, la gara ha entusiasmato il pubblico e divertito i giovani atleti duramente impegnati a districarsi tra i numerosi ostacoli, in sella alle loro mountain bike.
Infatti, su di un circuito di 400 metri (ricavato a pochi metri dal luogo in cui, nel 1600, apparve la Madonna) e con un impegnativo dislivello, 37 ragazzi giunti da Calabria e Basilicata, si sono dati battaglia.
In più, a causa delle condizioni atmosferiche prossime alla pioggia, i giudici hanno deciso di fissare un tempo di durata massima per ogni batteria, piuttosto che i soliti chilometri previsti per ogni categoria.
Se gli atleti calabresi hanno incontrato qualche difficoltà, perché abituati prevalentemente a svolgere attività su strada, gli ‘ostacoli’ non hanno ‘frenato’ i ragazzi del “Ciclo Team Valnoce” di Rivello di Potenza, artefici di ben 5 vittorie nelle 6 gare disputate.
Nella prima batteria (7 anni) Dario Ribezzo (Team Valnoce) ha vinto davanti ai compagni di squadra Rosario Laino e Alessandro Falabella. Quest’ultimo, vittima di una caduta ad inizio gara, dopo un pianto di sfogo, è risalito in sella e con grinta ha sfiorato il secondo posto. Unica batteria per le categorie G2 e G3.
Il duello tra i più giovani (G2) è stato vinto da Leonardo Dellamonaca (Team Valnoce) davanti ad Andrea Sgotto (Chiaravalle). Nella G3, dopo una buona partenza di Umile D’Amico (Ciclistica Luzzi 2004), sono stati Francesco Labanca e Riccardo Falabella, entrambi del Team Valnoce, a condurre fino al termine una gara caratterizzata da numerose cadute. Terzo posto per Sara Martino (S. Laganà Cycling Team) davanti alla sorella Mara.
Protagonista indiscussa della categoria G4, invece, è stata Alessia Gaudioso (Team Valnoce), prima all’arrivo davanti ad Andrea Aquino (Ciclistica Luzzi 2004) ed al compagno di squadra Francesco Ribezzo. Ottima prestazione di Melissa D’Ambrosio (Ciclistica Luzzi 2004) giunta quarta. Nicola Laino (Team Valnoce), promettente giovane lucano, primo quest’anno al 22° Meeting nazionale del ciclismo giovanile di Trento, ha dato spettacolo nella categoria G5.
In una gara dove va segnalata Giulia Orlando (Team Valnoce), che ha concluso quarta assoluta, il ‘fulmine’ Laino, già nei primi giri, ha quasi doppiato gli avversari, al punto da illudere molti spettatori che al comando ci fosse il portacolori della “Lavorato”, Erminio Licursi (secondo). Alle sue spalle Camillo Donadio (Ciclistica Luzzi 2004).
La lunga battaglia nella categoria G6 ha confermato la splendida condizione atletica di Giuseppe Correale (Lavorato). Dotato di grinta e di un’eccellente ‘visione’ di gara, il cosentino, classe ‘97, che quest’anno ha vinto numerose gare su strada, ha concluso primo davanti ai compagni di squadra, Andrea De Domenico e Vittorio Ripoli.
La stagione agonistica è, dunque, terminata. A completamento dell’attività annuale si svolgeranno ancora alcune gimkane. “Gare per tricicli”, come le chiamano molti di questi giovani atleti.
Nell’ennesima stagione che smonta, uno dopo l’altro, i miti ‘adulti’ del pedale (e non soltanto) per illeciti di ogni tipo, i nostri piccoli campioni, con i loro gelati e gli enormi panini con wurstel e patate, divorati a fine gara, hanno regalato semplici e intense emozioni, comunque indelebili.
I fondi a disposizione per questa attività sono pochissimi e il Comitato regionale della Fci, guidato da Mimmo Bulzomì, preferisce giustamente investirli nel settore giovanile.
Il resto è affidato ad una dozzina di allenatori ed ai tanti volenterosi genitori che, di tasca propria, macinano migliaia di chilometri (non solo in macchina) contribuendo, così, a tirare la carretta del ciclismo under 12.

Francesco Parisi




CLASSIFICHE PER CATEGORIE
G1M: 1. Dario Ribezzo (Ciclo Team Valnoce); 2. Rosario Laino (idem); 3. Alessandro Falabella (idem); 4. Eugenio Porto (Sc Lavorato).G2M: 1. Leonardo Dellamonaca (Ciclo Team Valnoce); 2. Andrea Sgotto (Sc Lavorato).G3F: 1. Sara Martino (S. Laganà Cycling Team); 2. Mara Martino (idem); 3. Patrycja Konefal (Star Sud).G3M: 1. Francesco Labanca (Ciclo Team Valnoce); 2. Riccardo Falabella (idem); 3. Umile D’Amico (Ciclistica Luzzi 2004); 4. Samuele pellegrino (Sc Lavorato).G4F: 1. Alessia Gaudioso (Ciclo Team Valnoce); 2. Melissa D’Ambrosio (Ciclistica Luzzi 2004).G4M: 1. Andrea Aquino (Ciclistica Luzzi 2004); 2. Francesco Ribezzo (Ciclo Team Valnoce); 3. Pietro Labanca (Ciclo Team Valnoce).G5F: 1. Giulia Orlando (Ciclo Team Valnoce); 2. Gaia Rocca (idem); 3. Claudia Konefal (Star Sud); 4 Carmen Broccoli (SC Lavotato); 5 Valentina Falabella (Ciclo Team Valnoce).G5M: 1. Nicola Laino (Ciclo Team Valnoce); 2. Erminio Licursi (Sc Lavorato); 3. Camillo Donadio (Ciclistica Luzzi 2004); 4 Giovanni Mauro (Gs Chiattinese); 5. Matteo Varacalli (Magna Grecia).G6F: 1. Perla Sangermano (Ciclistica Luzzi 2004).G6M: 1. Giuseppe Correale (Sc Lavorato); 2. Andrea De Domenico (idem); 3. Vittorio Ripoli (idem); 4. Daniele Pitillo (Ciclo Team Valnoce); 5. Edoardo Morabito (Cicli Gatto); 6. Simone Cimmino (Ciclo Team Valnoce); 7. Andrea Giordano (Magna Grecia).

giovedì 8 ottobre 2009

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE DE "IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA" SULLE NAVI DEI VELENI


Firma anche tu la petizione per avere una Calabria pulita e lontana dalle scorie.

Per farlo basta andare sul sito de "Il Quotidiano della Calabria" - www.ilquotidianodellacalabria.it e seguire le istruzioni.

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Negli ultimi mesi in Calabria è stata accertata la presenza di scorie di diversa natura ed in particolare:
- a 14 miglia dalla costa di Cetraro, il relitto di un mercantile che gli inquirenti ritengono essere il Cunsky, con un carico di 120 fusti contenenti presumibilmente rifiuti radioattivi;
- in agro di Aiello Calabro è stata rilevata la presenza nel terreno di possibili radionuclidi artificiali;
- a Crotone sono stati utilizzati materiali fortemente radioattivi per la costruzione di numerosi edifici pubblici e anche di scuole, nelle quali è stato già accertato un livello di contaminazione tra i bambini.
Il Governo non può accettare che sia messa così in pericolo la salute di migliaia e migliaia di calabresi.
Pertanto noi firmatari della presente petizione chiediamo al Governo di intervenire con la massima urgenza per:
1) verificare il contenuto della stiva del relitto al largo di Cetraro, recuperando i fusti con i rifiuti radioattivi e procedendo alla messa in sicurezza del tratto di mare interessato;
2) verificare la presenza delle altre "navi a perdere" nel Mediterraneo, così come indicate dal pentito Fonti ed eventualmente da altri filoni d'indagine;
3) verificare la presenza di radionuclidi artificiali nel territorio di Serra d’Aiello e Aiello Calabro, in particolar modo alla foce del fiume Oliva, mettendo in sicurezza il sito;
4) provvedere alla bonifica degli edifici contaminati di Crotone;
5) chiarire se esiste una relazione tra l’aumento di patologie tumorali e l'eventuale presenza di rifiuti nucleari o tossici in alcune zone della Calabria ed agire immediatamente per garantire la salute degli abitanti di quelle aree;
6) chiarire tutte le responsabilità, anche quelle di eventuali apparati deviati dello Stato, e fornire pieno supporto all’azione della magistratura.

SAVIANO FIRMA LA PETIZIONE CALABRESE "LIBERI DALLE SCORIE"


Il Quotidiano della Calabria, dopo la terribile scoperta delle navi dei veleni o "navi a perdere", ha ideato una brillante iniziativa: una petizione per dire no alle scorie.
Molte sono state le firme e tra queste oggi anche quella di Roberto Saviano.
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La nostra petizione al Governo ieri ha sfondato il muro delle 11.000 firme in una manciata di giorni.
Un risultato esaltante che dimostra come i calabresi, e non solo, non vivono passivamente tutto quello che accade sul nostro territorio.
Rivendichiamo tutti con forza che la Calabria diventi questione nazionale e non un territorio a perdere dove scaricare di tutto con la complicità dei gruppi criminali. Sì perchè in questa storia è chiaro che la criminalità organizzata rappresenta soltanto l’apparato terminale dell’ingranaggio, la manodopera.
Sono altri che producono questo tipo di rifiuti, sono altri che pagano per inviarli in Calabria.
Viaggiamo praticamente ad un ritmo di oltre 2000 firme al giorno, una testimonianza che il problema dell’inquinamento della terra e del mare calabrese è avvertito da tutti.
Fra queste firme ce ne sono alcune prestigiose. Se l’altro giorno aveva firmato un calabrese illustre come Stefano Rodotà, ieri ha deciso di aderire anche Roberto Saviano, l’autore che in Gomorra aveva raccontato un pezzo di questa storia.
Fra le pagine del libro che ha conosciuto record di vendite incredibili, c’è tutta una parte dedicata al business dei rifiuti e di come anche la camorra non si è fatta nessun tipo di scrupolo ad avvelenare la propria terra in nome del Dio denaro.
Un atteggiamento che purtroppo pare abbia seguito anche la ‘ndrangheta calabrese, almeno a sentire i racconti del pentito Francesco Fonti che ha spiegato il ruolo delle ‘ndrine negli affondamenti delle navi dei veleni e dei traffici incrociati di armi e rifiuti.
Proprio la firma di Saviano assume un valore particolare, non tanto per la “celebrità” dell’autore di Gomorra.
La nostra petizione è anche un tentativo, dobbiamo dire riuscito, di svegliare le coscienze, perchè tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità civili, tutti dobbiamo alzare la nostra voce contro quello che non va, senza delegare l’indignazione civile a giornalisti o scrittori.
Altra firma prestigiosa che si è aggiunta alla nostra petizione è quella della parlamentare del Pd, Rosa VIllecco Calipari, che ha pure lasciato una sua considerazione sul blog legato alla petizione e che vi consigliamo di andare a leggere.
«Ringrazio il Quotidiano - ha scritto la Calipari - per questa iniziativa che aiuta tutta la Calabria, e non solo, ad evitare che ricada sul tema delle navi inabissate e del traffico di riuti tossici, quella pesante coltre di silenzio che ha già ricoperto tutta la vicenda per molti anni. troppi!!».
Ma non sono solo firme illustri quelle che compaiono nel nostro elenco.
Sono in molti i cittadini comuni ormai stufi di questa situazione di immobilismo del Governo verso un problema di tale portata come le scorie tossiche. Come abbiamo già scritto in passato firmano non solo da ogni parte d’Italia, ma anche da diversi paesi esteri non solo europei. Intere famiglie hanno deciso di aderire in nome di un futuro pulito da regalare ai nostri figli.
E’ il caso, ad esempio, dei Papasidero che abitano a Glen Cove, vicino New York ma che sono evidentemente migranti che non hanno dimenticato la loro terra.AL di là delle firme sono tantissimi i commenti lasciati sul nostro blog. «Volutamente alla voce professione ho scritto “mamma” si, perche' - scrive Franca - mi domando quale futuro si prospetta per i nostri figli, resteranno indenni, oopure . chissa'.
A Botricello paese dove vivo, quasi in in ogni casa c'è un malato tumorale, Perche?? Non abbiamo fabbriche da dove arrivano queste radiazioni???
Cominciamo a liberare il mare, subito dopo cominciamo con le montagne pensate che i monti della Sila siano indenni da questi tipi di tumulazioni??».In effetti Franca ha centrato il problema.
Basti ricordare che in Calabria la Regione ha recentemente censito circa 600 discariche abusive.
Cosa contengono?
L’assessore all’Ambiente, Silvio Greco, ha deciso di andare fino in fondo e bonificare quanti più siti possibili, ma è chiaro che si tratta di un lavoro enorme.
«Il silenzio dello stato sull’argomento è assordante, la sua immobilità è disarmante. C’è l’interesse da parte di molti di insabbiare tutto.
Ma noi calabresi non possiamo permetterlo, abbiamo l’obbligo di continuare a richiamare l’attenzione dello stato e dei media sull’argomento, al fine di far chiarezza e stabilire le responsabilità. Ringrazio Voi del Quotidiano per la lodevole l’iniziativa».
Massimo Clausi

tratto da "il Quotidiano della Calabria" 8 ottobre 2009

IL LIBRO DI LUIGI SCLAPARI HA AVUTO GRANDE SUCCESSO

Montebello Jonico – Un libro che ha destato molto interesse quello di Luigi Sclapari dal titolo “Grecità di Montebello Jonico” e che ha visto numerosi studiosi delle tradizioni cercarlo nelle librerie dove purtroppo ancora non c’è.

L’opera, edita dall’Age di Domenico Garreffa è infatti ritenuta di grande spessore culturale tanto che l’Archivio di Stato di Reggio Calabria lo ha già catalogato tra le sue opere di rilievo.

L’opera consegnata dallo stesso autore alla Direttrice dell’Archivio, Lia Domenica Baldissarro Di Pietro, oggi si presta ad essere consultata dagli studiosi.

Un libro, sintesi di un lavoro durato anni. Forse decenni, perché ricco di storia e di riferimenti bibliografici non reperibili con grande facilità.

Montebello Jonico, ora con questo libro, ha conquistato una parte di storia, una parte di vita nascosta e sconosciuta a molti.

La bravura e il merito di Sclapari sta anche in questo. Di fatto l’autore non solo dà dignità storica al borgo medievale ma riesce a regalare agli uomini di questo tempo i pezzi del passato che altrimenti sarebbero andati dispersi.

Un vero e proprio “contenitore” dunque il libro sulla “Grecità di Montebello Jonico” che attende solo di essere valorizzato.

Il libro è stato realizzato dalla precedente amministrazione con Loris Maria Nisi sindaco e con il contributo del Sistema Bibliotecario,Territoriale Jonico di Bovalino, il cui presidente è Piero Leone.

Ma la cultura non ha colore politico né filoni preferenziali.

Il libro di Sclapari, ad oggi, ha visto la piazza di Fossato grazie all’invito esteso da Mimmo Pellicanò, presidente dell’Associazione “I Fossatesi nel Mondo” e poi, subito dopo, il grande palcoscenico televisivo di Reggio Tv, al salotto dell’Editore, dove lo stesso direttore ha fortemente elogiato l’opera.

Lo storico Luigi Sclapari, afferma che il libro rappresenta un bene collettivo e pertanto la sua speranza che possa giungere nelle case dei cittadini montebellesi, prima di tutto e poi in quelli dell’area grecanica.

Di fatto il Comune ne possiede circa 800 copie. Queste potrebbero bastare, in prima battuta, per presentare “la grecità di Montebello” a quanti ancora oggi attendono di leggere un libro scritto storico scritto dopo anni di attente ricerche e di elaborazione del materiale reperito.

Sicuramente, questo fa sì che il libro di Sclapari venga considerato un’opera importante da chi studia gli aspetti storici dei luoghi e quanto lega l’uomo alla Magna Grecia.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

martedì 6 ottobre 2009

IL GIORNO DOPO L'ARTICOLO APPARSO SU "IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA" LA PROVINCIA PULISCE LA STRADA

L'Amministrazione Provinciale, il giorno dopo l'articolo apparso su "il Quotidiano della Calabria" ha inviato delle ruspe per pulire la provinciale.
Ringraziamo la Provincia per aver pulito l'asse viario e per aver liberato la strada da quegli intralci.
Questa azione di ordinaria attività ha permesso l'eliminazione dei massi e la conseguente fruibilità della strada.
La nostra battaglia continua perchè non basta togliere le pietre cadute per eliminare il pericolo.
Quel tratto di strada si deve mettere in sicurezza.

Vincenzo Malacrinò

p.s.
Intervenite anche voi su questo tema.
Grazie

PERICOLO SULLA PROVINCIALE, LE PIETRE POTEVANO TRAVOLGERE QUALCUNO

Montebello Jonico – Potevano uccidere qualcuno. Il peso e la violenza di quei massi caduti proprio in pieno giorno, lungo la provinciale di Montebello, in prossimità dell’abitato, avrebbero potuto straziare la vita a qualche passate e noi sulle pagine di questo giornale più volte lo abbiamo ribadito.

La provinciale, in quel tratto, è pericolosa e finché non accade qualcosa di serio nessuno se ne rende conto.
I massi si sarebbero potuti staccare mentre passava uno scuolabus, cosa già accaduta l’anno scorso, quando la sciagura si è evitata per miracolo, mentre passavano famiglie o persone a piedi.

Lì poteva e può succedere qualcosa di cui è responsabile solo chi fino ad oggi è rimasto inerte.

Le istituzioni intervengano. Questo il monito dei montebellesi, dei Fossatesi e di chi, ogni giorno, percorre la “strada degli interrogativi”.

Non si è trattato di sassolini. S tratta di grossi panzer lapidei scesi a terra con violenza occupando il lato destro della corsia, in direzione monte –mare.

Non bastano le reti. Queste, posizionate più a monte, alte quanto quelle da pallavolo e non adagiate su tutta la montagna, servono per trattenere i sassi ma non i grossi massi appollaiati sul costone.

Servono ma serve altro. Lì è necessaria una deviazione dell’asse viario a margine del fiume. Gli euro che si spenderebbero per mettere in sicurezza quel tratto di strada, con gallerie aperte e altro, sarebbero equiparabili a quelli necessari per costruire una strada sicura accanto alla fiumara.


I cittadini sono allarmati e percorrono quel tratto di strada con il batticuore. Sanno che le rocce, prima di cadere, non danno preavviso. Saverio Morabito, dopo aver messo piede in paese, si dice “fortunato” e afferma che bisogna sperare di passare quando non cadono i massi altrimenti si rimane schiacciati come le lumache.

Di fatto è vero. Da pochi giorni a questa parte, dopo la caduta dei panzer la “strada dell’interrogativo”, viene percorsa velocemente.

Quel tratto desta preoccupazione a tutti e principalmente alle mamme che vedono partire, per la scuola, i propri figli ogni mattina.

Quei massi avrebbero fatto sbandare persino un autobus.

In passato, proprio attraverso le pagine di questo giornale era stata condotta una “battaglia” sul tema “pericolo strade” e l’allora assessore provinciale, Alessandro Cannatà fece stanziare una somma rilevante per il posizionamento delle reti nel tratto più a monte assicurando che sarebbe stato fatto altro.

L’anno scorso, i ragazzi su un pulmino del Comune, si sono salvati per miracolo poiché gli son caduti davanti grossi massi, che avrebbero potuto provocare una sciagura.

La gente si chiede fino a quando dovrà persistere questa tensione.

Certamente siamo nel periodo delle economie ma se si pensa che Pentidattilo è stato costruito nuovo perché, forse, la montagna, stava per cadere - cosa mai avvenuta - allora si potrebbe pensare di costruire una vera strada in questo tratto pericoloso, dal momento che qui i massi cadono davvero.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

FESTA DEI SANTI COSMA E DAMIANO A MASELLA


Montebello Jonico – A Masella, una festa, in onore dei Santi Cosma e Damiano, alla scoperta e all’insegna della santità. Questa l’ancora lanciata da P. Liberatus Kadio ai fedeli di Masella e a quanti ogni anno giungono in questo luogo per i festeggiamenti religiosi, perché si diventi parte integrante della grande nave del cielo.

P. Liberato ha voluto sottolineare l’importanza di essere e diventare Santi nell’ordinarietà della vita attraverso semplici opere che vivono dentro la straordinaria luce di Cristo.

Essere Santi, ha affermato il sacerdote, significa esercitare in modo eroico le virtù della fede.
Questo il grande messaggio lanciato ai numerosissimi fedeli presenti dentro la Chiesa di Masella, ricca di calore e di armonia.

Domenica mattina la S. Messa è stata celebrata da P. Liberatus mentre quella della sera da don Paolo Ielo, parroco di Saline e concelebrata dallo stesso P. Liberatus, il quale ha sottolineato in modo chiaro, prima della processione l’importanza della preghiera itinerante; ossia la necessità di essere Chiesa orante anche al di fuori delle mura che ospitano i fedeli.
Per questo ha raccomandato il silenzio e l’attenzione alla vera partecipazione.

I canti allietati dal coro parrocchiale di Masella guidato da Consolata Verduci hanno regalato ai presenti un clima carico ancor più di emozione. Le note suonate da Vincenzo Lavilla si fondevano con le voci restituendo un solo filo conduttore proiettato verso la lode.

Prima di uscire dalla Chiesa, P Liberatus, ha consegnato lo stendardo che rappresenta i Santi Cosma e Damiano al capo dei portatori ricordando che questo segno “rappresenta l’amicizia e il segno dell’unità per tutta la parrocchia”.

Un gesto importante, quello di P. Liberato, amato e stimato dal popolo di Masella e non solo.
L’apprezzamento è legato alla sua semplicità, alla sua accoglienza e al suo saper essere uomo e missionario di Dio nella vita di ogni giorno, attraverso una vera condivisione di quanto si vive nella vita parrocchiale che abbraccia con forza e sorriso.

Presenti le autorità civili e militari. Presente il popolo cristiano che ha partecipato con grande devozione a tutta la liturgia e alla processione nonostante le condizioni meteoriche.

L’acqua che lentamente, cadeva sui fedeli non li ha scoraggiati, anzi ha indotto negli stessi la necessità di aprire gli ombrelli ma a continuare con lo stesso passo il cammino verso la Chiesa.
“Viva i Santi Cosma e Damiano”.
Questa l’esclamazione del popolo in festa. Applausi, spari, canti, musica e preghiere. Questa la sintesi di una processione che si è svolta in modo sereno a Masella.

Anziane signore in grande raccoglimento attendevano il passaggio dei Santi davanti alla propria abitazione. Loro, ormai segnati dal peso degli anni ma vigorosi e giovani nell’età della fede hanno saputo con fede acclamare ancora una volta come ogni anno i Santi con gesti rari. Gesti che sono stati immortalati dal fotografo Pasquale Arbitrio che di anno in anno partecipa alle feste per raccogliere aspetti legati alla fede popolare.

Anche in questo Masella ha saputo dare tanto con i suoi gesti, con i suoi silenzi e con la sua capacità di portare avanti una tradizione che dura ormai da sempre.

I portatori composti nella loro missione hanno saputo rendere festoso il lieto evento portando per le vie del paese le statue raffiguranti i Santi Cosma e Damiano, un tempo donati alla parrocchia di Masella dalla Chiesa Protopapale dell’Isodìa (presentazione) di Montebello.

Con la benedizione solenne all’interno della chiesa di Masella si è conclusa la processione. L’appuntamento è per l’anno prossimo.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

CONSIGLIO COMUNALE A MONTEBELLO. LA MAGGIORANZA APPROVA MENTRE LA MINORANZA VOTA CONTRO E SI ASTIENE

Montebello Jonico –Montebello Jonico – Consiglio comunale in via Portovegno, convocato dal sindaco Nino Guarna per discutere diversi punti all’ordine del giorno. La minoranza in alcuni casi si è astenuta ed in altri ha votato contro.
Un confronto sostenuto e che ha trovato uniti i due schieramenti sono in apertura dei lavori quando è stato osservato un minuto di silenzio per i caduti in Afghanistan.

Il primo punto all’ordine del giorno riguardava la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e verifica degli equilibri di bilancio dell’esercizio finanziario 2009; seguiva il secondo con la variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2009, al bilancio pluriennale ed alla relazione previsionale e programmatica del triennio; Successivamente si è passati al terzo e quarto punto inerenti riconoscimenti di debito fuori bilancio.
A seguire è stato trattato il nuovo regolamento dell’ordinamento degli Uffici e dei Servizi e per concludere si è passati alla nomina dell’organo di revisione dell’Ente per il triennio 2009/2012.
La maggioranza approva il primo punto, dopo la relazione del dott. Giuseppe Ceravolo, responsabile del settore economico - finanziario mentre la minoranza si è astenuta.
Ceravolo ha precisato che le entrate saranno in linea con quanto programmato sia per Ici che per Iperf e Tarsu.

Il secondo punto all’ordine del giorno ha visto divisi maggioranza ed opposizione. Quest’ultima, infatti ha dato voto contrario a quanto approvato dalla maggioranza. Gli obittivi della variazione di bilancio riguardavano capitoli di spesa relativi a energia elettrica, arretrati, interventi di emergenza e liquidazioni di partelle a lineri professionisti.

Ugo Suraci, consigliere di minoranza e assessore alla Comunità Montana eletto recentemente, ha precisato che è necessario l’interessamento del Comune presso l’Amministrazione Provinciale perché eroghi finanziamenti adeguati al fine di bonificare le aree interne degli alvei fluviali.
Loris Maria Nisi, ex sindaco di Montebello, non ha esitato ad esternare le sue perplessità sulle mancate entrate del servizio idrico.

Di fatto è stato evidenziato come il Comune fattura in modo forfetario solo 120 mila litri d’acqua su una quantità di circa un milione e mezzo di metri cubi consumati.

Altre perplessità sono state avanzate dallo stesso Nisi sui costi dell’Ufficio dello staff del sindaco che dovrebbe essere funzionale già da novembre.

All’unanimità passano solo i punti relativi ai riconoscimenti fuori bilancio. Si tratta di 32 mila euro complessivamente.

Mentre il consiglio va avanti e si passa agli altri punti all’ordine del giorno la minoranza vota ancora contro il quinto punto le cui finalità erano quelle di attivare le disposizioni del Ministro Brunetta.

A conclusione, nell’ultimo punto è stato nominato il revisore contabile unico dell’Ente i prossimi tre anni. Con votazione segreta è stato eletto il dott. Stefano Maria Poeta.

Per questo punto Loris Maria Nisi e Giovanni Foti hanno abbandonato l’aula manifestando il proprio dissenso perché in merito al questo ultimo punto, così importante e delicato, non c’è stata concertazione tra i vari gruppi consiliari.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

nella foto il giorno dell'insediamento dell'amministrazione Guarna

venerdì 2 ottobre 2009

UNA PROPOSTA PER IL RECUPERO DEI RUDERI DI S. ANASTASIO

Molti si chiedono cosa siano e cosa rappresentino per Montebello Jonico e per la grecania, i ruderi della Chiesetta di S. Anastasio che stanno a cuore ai montebellesi.

È presto detto: sono il documento che certifica la data di nascita più antica di Montebello Jonico risalente al IX secolo d. C. e dunque, in piena dominazione araba in Sicilia e Bizantina in Calabria e nel mezzogiorno d’Italia.

Orbene, tale fondamentale prova testimoniale dell’antica esistenza di Montebello, sta correndo però il serio rischio di scomparire per l’inclemenza degli agenti atmosferici e più ancora per l’incuria dell’uomo.

Solo un intervento conservativo urgente e qualificato potrebbe mettere al riparo della perdita irreversibile tale bene architettonico ed artistico dichiarato nel 1996, dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali come “Bene di interesse particolarmente importante”.

A modesto parere di chi scrive questa leggera riflessione, si dovrebbe intervenire nella realizzazione di un manufatto – contenitore, osservando le seguenti modalità:

1) costruire una Chiesetta di modesta metratura (metri 7,00 x 3,50) che inglobi i ruderi attuale e i due affreschi;

2) utilizzare pietra locale a vista, sia per economicità e sia in obbedienza al principio di nascondimento seguito dagli antichi monaci bizantini;

3) realizzare un tetto a capanna e un campaniletto a vela.

Per la realizzazione di questo manufatto stanno tifando, con un tifo da stadio, il dott. Vincenzo Malacrinò, prolificuo giornalista, che dalle colonne de “il Quotidiano della Calabria” ha sensibilizzato, con i suoi numerosi articoli, l’opinione pubblica e il dott. Antonino Zema che ha caldeggiato l’intervento della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali e naturalmente il sottoscritto che ha segnalato fin dal 1995 alle autorità competenti l’esistenza di questi importanti ruderi ed affreschi scoperti a suo tempo dal prof. Domenico Minuto.

Luigi Sclapari

martedì 29 settembre 2009

I CENTO ANNI DI NONNA ANTONIA MOSCHELLA

Montebello Jonico – Si sono festeggiati 100 anni di vita e di storia a Saline. Antonia Moschella ha aperto la porta dei cento anni ringraziando Dio.
Lei, l’anziana nonna ha partecipando alla Messa, celebrata da don Paolo Ielo, nella Chiesa del SS. Salvatore a Saline.

Grande la gioia di tutti ma principalmente dei figli Carmelo, Gino, Mario, Vittorio ed Enrico così come dalle nuore, dai nipoti e da parenti, amici e conoscenti.

Dopo la S. Messa la nonna è tornata a casa per cominciare la festa con parenti ed amici.

Una serata di grande emozione calata nella storia di una vita che ha conosciuto, il terremoto, le guerre, la fame ed i cambiamenti avvenuti dentro la lunga strada di un secolo.

Lei, la nonna di tutto Montebello non ha nascosto la sua emozione ai saluti e agli auguri giunti un po’ da tutte le parti, così come alle visite speciali come quella del parroco don Paolo Ielo, dell’ex parroco don Rocco De Franco e del sindaco Nino Guarna il quale ha consegnato alla nonna una targa a nome dell’amministrazione comunale.

Presenti alla festa anche gli assessori Oreste Barbaro e Francesco Foti. Momenti di grande emozioni, dunque, in quella via dove, per l’occasione, si suonava e si cantava per dar voce ancor più al grande evento.

A fare gli auguri anche il presidente dei portatori della vara Giovanni Benedetto e una rappresentanza di portatori, il quale ha regalato, a nome di tutti, un quadro raffigurante il SS. Salvatore, patrono di Saline.

Nella tarda serata, non sono mancati i fuochi d’artificio e la torta con lo storico numero riservato a pochi.

Tonino Verduci, nipote della festeggiata, non si è lasciato sfuggire nessun istante, fotografando la nonna in ogni circostanza per poi costruire l’album dello storico giorno.

In quell’angolo di casa, di fatto, si sono ricomposte le generazioni.

La nonna che ha bussato con serenità ai cento anni della sua vita ha salutato questo nuovo anno con grande gioia, pur non dimenticando le sofferenze passate e i momenti forti che hanno caratterizzato il secolo.

Da giovane, in giro per l’Italia con il marito Vincenzo Verduci, finanziere con il quale ha condiviso la vita fino al 1984, e poi lontana dai figli. Nei tempi “duri” infatti, gli stessi, avevano scelto l’estero per cercare sbocco al futuro e così il filo dell’amore si allungava persino oltre Oceano.

Una mamma che ha saputo tenere forte il legame con tutti al di là delle distanze.
Questa la nota forte e caratterizzante di nonna Antonia che ancor oggi riesce a rendere salda la famiglia nel vero senso della parola. E di lei sono orgogliosissimi tutti. Figli, nipoti e pronipoti.
Accanto a lei Tonino, Antonia, Isabella, Paola, Gisella, Vincenzo, Olivier, Anthony, Massimiliano, Fabrizio, Alessia, Virgil, David,Astrid e Vincent, nipoti della storica nonna, hanno voluto stringersi a lei per manifestare l’affetto per chi ha regalato agli stessi parte delle loro esistenza.

Nella catena della vita di tutti i discendenti, infatti, c’è un “pizzico” di nonna Antonia, dal più anziano al più giovane.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

IL PD AL CONGRESSO

Montebello Jonico – Domenica mattina (27 settembre) il Pd montebellese, coordinato da Francesco Foti, si ritrova presso il bar Tourist di Saline alle ore 9,20 per il congresso di circolo.

L’ingegnere Foti, nella qualità di segretario comunale illustrerà le tre mozioni dei candidati Bersani, Franceschini e Marino per poi metterle al voto.

I 206 iscritti saranno chiamati, quindi, ad esprimersi in merito così come a portare il proprio contributo all’interno del partito che intende lanciare sul territorio diverse novità.

Oltre al segretario comunale sarà presente anche Giovanna Chilà, presidente della Commissione provinciale per il congresso.

Francesco Foti, ha definito questo congresso “momento di sintesi e di costruzione” perché è attraverso l’unità all’interno delle idee che si può progettare un mondo migliore.

E Foti, quando parla di questo, pensa al territorio montebellese, più volte sottratto al proprio bene per proclamare ora questo ora quel momento “apparentemente costruttivo, ma poi nel lungo periodo rivelato solo ed esclusivamente un vero e proprio fallimento”.

Così nel paese delle “tre ex” si cerca ancora una volta di lavorare politicamente per cercare di modellare anche qualche “ex fallimento”.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

NESSUNO VUOLE COMPRARE LE OGR

Montebello Jonico – Asta deserta per la vendita delle Officine Grandi Riparazioni. Nessuno intende acquistare il patrimonio che si trova a Saline per un prezzo di 7.300.000,00 euro. Questo è quanto chiede da Federservizi per la cessione del sito industriale esteso circa 350.000 metri quadrati.
Intanto rimangono in valide le istanze di diritto di preferenza avanzate da Regione e Provincia.

Il vice presidente della Provincia Gesualdo Costantino, ha affermato che l’amministrazione rimane ferma dell’idea che il bene va utilizzato per lo sviluppo del territorio al fine di restituire all’area un elemento che dovrà portare sviluppo nella stessa.

Prossimamente la Federservizi comunicherà ufficialmente alla Regione e alla Provincia l’esito della gara chiedendo di sapere le intenzioni degli Enti in merito, dal momento che hanno avanzato diritto di preferenza.

Sulle Ogr, infatti, erano interessati Regione, Provincia e Comune di Montebello; quest’ultimo farebbe da capofila in una eventuale attività di sviluppo che vedrebbe partecipi gli altri comuni dell’area.

In ogni caso nessuno ad oggi si è presentato per offrire la somma di 7.300.000,00 euro; evidentemente gli investitori aspettano che il prezzo scenda ancora anche se l’onorevole Alessandro Nicolò aveva evidenziato che questa cifra è di gran lunga inferiore rispetto al costo che lo Stato ha sopportato per la costruzione.

Questa è la quarta volta che l’asta va deserta. I progetti che si dovrebbero realizzare sul sito sono due: da un lato quello dell’Api Nova Energia, dove la Regione ha firmato un protocollo di intesa, relativo alla filiera del fotovoltaico e allo sviluppo di energia alternativa; dall’altro l’idea del sindaco di Montebello Guarna di realizzare una fiera internazionale.

Quindi, allo stato, nonostante si discute da tempo, su quel vasto territorio c’è un protocollo d’intesa, un’idea e due proposte di preferenza verso l’acquisizione del bene da parte della Regione e della Provincia di Reggio Calabria.

Sul “progetto Api” all’epoca sorse qualche dissenso perché, a detta di alcuni, si trattava di un progetto inquinante ma successivamente è stato precisato che la filiera relativa alla costruzione delle componenti essenziali veniva effettuata a Crotone o in altro sito idoneo e che a Saline avveniva solo l’assemblaggio.

Intanto si attende e certamente i tempi non saranno brevissimi per un eventuale acquisto del bene.

Si attende così come si è atteso per la sistemazione del porto, per la strada a scorrimento veloce mare – monti, per la riqualificazione del territorio e per la valorizzazione delle risorse archeologiche e ambientali. I tempi a quanto pare sono sempre lunghi.

Non manca la sfiducia dei cittadini e l’amarezza nei riguardi dello stato in cui versa il territorio Montebellese.

Di fatto sono circa 40 anni che si parla di Ogr e altrettanti di Liquichimica; il porto sono ormai decenni che vive in una condizione drastica e nonostante ciò, tutti vogliono far qualcosa.

Gli impegni assunti dai vari rappresentanti delle istituzioni non sono mai mancati. Anzi in prossimità delle campagne elettorali si sono sempre più intensificati.

Pensare e progettare è sicuramente positivo così come proporre soluzioni ai cittadini. Certamente dopo 40 anni sarebbe ora il caso di passare dalle parole ai fatti poiché solo e sempre con i pensieri e le buone intenzioni non si risolvono i problemi.

Così intanto che si progetta il paese delle tre ex (ex liquichimica, ex Ogr ed ex porto) attende.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"